≈ No party! ≈

Pensato, ma non troppo... mercoledì, 08 luglio 2009 in: domande, semiserio, provoc-azioni
Ah, poi volevo dire delle cose:
- perché alle poste, luogo dove quasi esclusivamente si scrive e si paga, mancano sistematicamente penne e spiccioli?
- se Michael Jackson avesse girato il video di Thriller in questi ultimissimi anni avrebbero dovuto truccarlo per le scene da 'umano' e non per quelle da zombie
- il verbo contrarre, usato per indicare l'attuazione di un matrimonio, è lo stesso che si adopera per le malattie infettive. Sarà un caso?
- perché ogni volta che al supermercato entri senza prendere il carrello e nemmeno il cestiniello -ché tanto devi comprare due minchiate- finisci con il caricarti che ci vorrebbe un camion a rimorchio?
- perché mi farei arrestare per qualsiasi cosa che sia fatta con le patate o con la crema pasticcera?
- oggi inizia il G8 in Abruzzo. dice " e allora? " . no niente, ottoinAbruzzo è una coincidenza che mi fa troppo ridere. A me.
- il tuo blog chiuso è una cosa 'insopportabile'

Per la cronaca, ieri sera mi è venuta voglia di bere qualcosa di alcolico.
Avevo in ghiaccio soltanto una bottiglia.
Questi sono i devastanti effetti del Martini Bianco sull'organismo umano.
Bevetelo responsabilmente.

Sottoscritto da helados alle 07:15 |commenti (2)

≈ Helad Runner ≈

Pensato, ma non troppo... martedì, 07 luglio 2009 in: semiserio, giorni particolari
"Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel..."

Ah no, scusate, quello è nel film.
Io niente, dopo un'immortalata tregiorni tra mare(vedi foto), concerti e palazzetti, ho avuto delle divagazioni.
Piccoli contrattempi, nella fattispecie mi hanno bucato l'addome in quattro punti per poi chiuderlo temporaneamente con delle graffette metalliche e, successivamente, affiancato ad un ottuagenario dissociato il quale non deve avere preso la cosa molto bene dato che:
Dopo un'ora, chiamandomi Roberto, si è liberato del di lui pannolone facendolo roteare nell'aere mancandomi per un pelo.
Dopo due ore, chiamandomi Nico, ha tentato di estirparsi dall'apparato urinario un catetere a tre vie.
Dopo tre, chiamandomi Vincenzina, ha iniziato a comprimere una sacca piena di piscio con l'intento, credo, di farla esplodere.
Dalla quarta alla settima si è esibito in un verso a metà tra lo sbuffo di una locomotiva a vapore e quello di una balena dopo un'emersione.
All'ottava ha lanciato il telefono dalle mie parti, ma io(tié) ero in medicheria alla furtiva ricerca di un flacone di Roipnol o similare.
Dell'intervallo dalla nona alla tredicesima ora non si hanno notizie certe dato che il Roipnol l'ho poi trovato.
Alla tredicesima sono stato svegliato da quello che inizialmente scambiai per una violenta eruzione effusiva dell'etna (ero in zona, non per altro) e che solo dopo mi resi conto trattavasi di comodino sbattuto violentemente contro il mio letto dall'arzillo et abbandonato(altro che cani Marì...) coinquilino.
A quel punto, e solo a quello, mosso a compassione il personale paramedico decise di trasferirmi nella stanza accanto.
Già per metà occupata.
Dal campione mondiale di peti.
Ovviamente.

[ foto di ΞΙΙΞΔ cioè mia ]

[ La foto è mia ]
Sottoscritto da helados alle 09:45 |commenti (2)

≈ Et voilà! ≈

Pensato, ma non troppo... lunedì, 06 luglio 2009 in: semiserio, giorni particolari
La settimana è iniziata male.
A causa di una sfortunata congiunzione astrale (in balcone se ne era accumulata un metro cubo. circa) mi sono ritrovato a dover buttare la monnezza.
Operazione capace di rivelarsi molto complessa, soprattutto quando:

1.Non riesci a  spingere il pedale del cassonetto e le due uniche possibili alternative (procurarsi un piede di porco per aprire il coperchio, oppure contattare l'incredibile Hulk e chiedergli di azionare l'apertura a pedale) non sono proprio alla tua portata
2.Mentre un tuo braccio ed una tua gamba si dibattono con tenacia per aprire il cassonetto, l'altro braccio e l'altra gamba devono sorreggere metà della monnezza, le chiavi di casa, della macchina, dell'ufficio, la cartella (sì vado in ufficio con la cartella, qualcosa in contrario?), la custodia degli occhiali, incartamenti vari.
3.Quando e se, miracolosamente, il cassonetto si apre e tu (ripresoti dalla sincope procuratati dal gatto fuoriuscitone) riesci ad introdurre(con gesto felino uguale e contrario al precedente appena descritto) parte della monnezza, il coperchio si richiude all'improvviso, ghigliottinando senza scampo il tuo braccio
4.Ingaggi una lotta furiosa con lo stesso con la non proprio gradevole sensazione di avere un braccio completamente risucchiato dal cassonetto lurido e l'altro stoicamente intento a trattenere il resto della monnezza, cartella, chiavi, custodia, incartamenti vari.
5.Nel frattempo, dispensando imprecazioni fecali e dando del suino alla quasi totalità degli esseri viventi conosciuti e notata una discreta rappresentanza della fauna condominiale intenta ad osservarti, da finestre e balconi, con compassionevole curiosità, le tue ghiandole sudoripare decidono di battere tutti i record di efficienza.(roba che persino Mini -nel senso di Ministro- Brunetta resterebbe allibito.

Adesso sono in attesa di nuove avventure, a proposito, secondo voi sarò in grado di tornare a casa per pranzo con un chiodo saldamente piantato nello pneumatico anteriore destro dell'auto?

Sottoscritto da helados alle 09:30 |commenti (7)

≈ Cheeeeese... ≈

Pensato, ma non troppo... giovedì, 18 giugno 2009 in: semiserio, distr-azioni
Da un po' ci giravo attorno.
Mi piace.
La prendo?
E'cara.
Non la prendo!
Mi serve?
La voglio!
La userò?
C'è un'offerta,la prendo!
E' complicata?
Imparerò!
Riuscirò a sfruttarla pienamente?
Madooò, e che sarà mai ?!
Vabbè, per buona pace dei vari NewtonDoisneau, Mapplethorpe, Toscani & compagnia bella, l'ho presa!
Adesso sono due giorni che faccio pratica fotografando di tutto.
Tavoli, sedie, balconi, scarpe, panni stesi, gerani, insetti, uccelli(nel senso dei volatili), bicchieri, posate, kiwi, calzini, mutande(le mie), mensole, piastrelle, scatole di cereali, spazzolino da denti, patate(nel senso dei tuberi), secchio della monnezza, bottiglie, lattine e molliche di pane(non avete idea di quanto siano fotogeniche le molliche di pane).
Sappiate che da ora in poi pubblicherò foto a iosa, in tutti i posti dove è consentito farlo ed anche in quelli dove non lo sarebbe.
Ovviamente mi aspetterei da voi, visto che vi considero dei veri amici(ma anche no...), giudizi spassionati e critiche costruttive ma anche commenti che spaziano ampiamente dal 'molto bella' al 'bellissima', ché, notoriamente, io nella modestia ci sguazzo.   
In questo momento comunque sono in pausa ed in attesa di nuovi soggetti... a proposito... secondo voi la foto dell'auto della mia vicina, parcheggiata in un punto non consentito dal regolamento di condominio,potrebbe avere una qualche rilevanza nel panorama socio/politico nazionale e, perché no, mondiale ?
Secondo me sì, sicuramente!

[ Foto di helados© ]

[Comunque questa mi sa che mi è venuta benino, eh?]

Sottoscritto da helados alle 13:31 |commenti (19)

≈ Navigando ≈

Pensato, ma non troppo... giovedì, 11 giugno 2009 in: memories, semiserio, provoc-azioni

[Edoardo Bennato - L'isola che non c'è]

Io sono un 'animale', nel senso che alle mie cose do un valore che va al di là di quello estrinseco.
Infatti le mie cose spesse volte hanno un anima, e come tali riescono pure a farsi i 'cazzi' propri.
Si può dire 'propri' in un blog no?! Beh dopo aver appena detto estrinseco credo di sì.
Io sono pure un tipo nervosetto di natura, immaginatevi un attimo quello che riesco a dare quando sono alla guida.
Il traffico e le code mi innervosiscono oltremodo. Incrociare automobilisti indisciplinati o giuovinotti alla guida di motoveicoli zigzaganti, mi innervosisce oltremodo. Non avere una meta precisa, mi innervosisce oltremodo. Non conoscere la strada e vagare a zonzo per buona parte della rete viaria cittadina mi innervosisce oltremodo. Guidare ad organo genitale di cane ©, mi innervosisce oltremodo. Un/a compagno/a di viaggio che risponde a monosillabi alle richieste d'informazioni stradali perché non ha un cavolo di idea di dove stiamo andando, mi innervosisce oltremodo.
Sommando tutti questi nervosismi, è facile immaginare di come potrei  muovermi senza usare alcun tipo di carburante ma sfruttando unicamente l'energia prodotta dal giramento di coglioni.
Tutto questo per parlare di quando acquistai uno di quegli aggeggetti tecnologici satellitari, aggeggio che da ora in poi chiameremo CippaLippaGò per non fare pubblicità gratuita. (Minchiate, volevo dire per non essere citato in giudizio dalla casa produttrice dopo averne leso l'immagine)
Il giorno del collaudo decido di andare a trovare un negozio in un paese poco vicino al mio. Appena in auto lo accendo e comincio a familiarizzare con la dolce voce guida, nel frattempo attacco la ventosa/staffa/supporto al vetro. Vorrei cambiarlo leggermente di posizione ma la ventosa sembra essersi fusa con il parabrezza e non si stacca nemmeno forzandola. Poco male va bene anche li dov'è adesso in effetti.
Alla prima sterzata il CippaLippaGò si stacca e casca per terra. Mi aspettavo di sentire la dolce vocina bestemmiare, invece non ha detto nulla, lo riattacco, stavolta come volevo, e proseguo.
Ad un certo punto della strada voleva assolutamente che girassi a destra, solo che a destra c'era un campo.
"Di qua si farei effettivamente prima" dico tra me me, ma mi sorge il dubbio che questo CippaLippaGò fosse un modello destinato ai trattori.
Continuo dritto ma la dolce vocina non demorde e comincia a litaniare: tornare indietro appena possibile, tornare indietro appena possibile...
"Non è possibile tornare indietro, e poi io so che dove devo andare è da quella parte."
Fiducioso nella tecnologia decido di dar comunque retta alla vocina quando questa annuncia un percorso alternativo.
"E adesso come mai sta facendo questo strano beep intermittente? Mannaggia a me, certo, sta segnalando la presenza di un pericoloso autovelox! Dov'è? Dov'è?" 
Rallento e mi guardo intorno con fare circospetto, probabilmente quelle carogne della Stradale lo devono aver travestito da Eucalyptus, dato che è l'unica cosa visibile lungo la strada per chilometri.
Gli passo davanti lentissimo, sotto gli occhi perplessi di Lady Provinciale che all'ombra di quell'albero svolge la sua losca attività. Falso allarme.
A quel punto il CippaLippaGò comincia a delirare:Tenersi sulla sinistra, poi svoltare a destra e poi di nuovo a destra...
"Ma dove? Come? Perchè? Sono su una rotatoria, non ha senso."
Tenersi sulla sinistra, poi svoltare a destra e poi di nuovo a destra...
"Ma come faccio a tenermi a sinistra, se poi devo girare a destra e poi di nuovo a destra? Ci sono macchine che sfrecciano da tutte le parti, rischio di schiantarmi"
Tenersi sulla sinistra, poi svoltare a destra e poi di nuovo a destra...
Dopo cinque giri senza uscirne fuori pensavo di dovere pagare il biglietto della giostra, dopo otto valutavo l'ipotesi di dover prendere residenza li, a dieci: "Fanculo", svolto bruscamente e mi ritrovo nella corsia giusta, in una fila, dopo aver evitato per miracolo un tamponamento a catena ed essermi guadagnato la stima -si fa per dire- degli automobilisti quasi coinvolti.
Dopo un centinaio di metri, dolce vocina, annuncia che siamo arrivati a destinazione.
"Ma manco per sogno, cara, siamo davanti ad un bar piuttosto malfrequentato, a giudicare dalle facce, io cercavo tutt'altro"
Qualcosa non va, riprovo a digitare l'indirizzo nel CippaLippaGò, magari ho sbagliato il numero civico.
CippaLippaGò, l'eclettico, mi illude facendomi fare il giro del quartiere riportandomi davanti al solito bar ed alle solite facce da ubriaconi. Mi verrebbe pure voglia di un caffè, se non fosse che sono già piuttosto nervosetto.
Chiedo timidamente e viene fuori, tra un rutto ed un conato, che l'indirizzo è esatto, ma siccome hanno chiuso la strada per lavori e dolce vocina  non è aggiornata, per arrivare all'agognato posto dovrei passare attraverso il bar, evitare volando un paio di palazzi ed una piazza ed atterrargli proprio di fianco.
Se avessi la Delorean di Ritorno al Futuro ce la potrei pure fare, con una Twingo, decisamente no.

Sottoscritto da helados alle 23:01 |commenti (16)

« Eruzioni »

Pensato, ma non troppo... venerdì, 05 giugno 2009 in: memories, semiserio, distr-azioni

[Mina feat. Beppe Grillo - Dottore]
 
Quando la mia autostima si abbassa copiosamente per vari motivi che non sto qui ad enunciare, ho bisogno di qualcosa che mi tiri un po' su.
Io ho trovato una medicina naturale che ha un forte impatto a livello gastro-intestinale, ma che cura l'animo in maniera egregia ed ovviamente impareggiabile: mangio.
Ora vi chiedo: Si può morire per eccesso di anguria nell'organismo?
Secondo me sì.
Ieri sera ho mangiato una quantità indecente di anguria (attorno ai due/tre chili) ed ora ho come la sensazione di non avere fatto una cosa tanto sana.
Non so se rendo, tipo che credo di stare per morire di cocomerite acuta.
Ogni tanto ho delle fitte lancinanti all'addome, penso siano i semini ad essersi aggregati, in assemblea non autorizzata, nel mio intestino tenue per fare la hòla ad intervalli regolari.
Subito a seguire avverto dei brividi convulsi, la pelle assume un aspetto spugnoso e mi sembra di scorgere delle strane striature blu/verdastre.
Spero di smaltire qualcosa per via liquida nella prossima mezz'ora, altrimenti rischio davvero di crepare scocomerato.
'Farovvi' sapere.
Intanto sta cosa dell'anguria mi ha fatto pensare -datti pace xLaLù- a quella volta alla festa di una mia amica, amica che chiameremo Rossella se non altro perché è il suo vero nome.
Dunque era estate, festa di compleanno in una casa a mare, io ed i miei amici arriviamo allupati dalla fame ed anche da un'astinenza indecorosamente protratta da gentil sesso.
Saltando i convenevoli e con la delicatezza di una truppa d'assalto ci fiondammo sul tavolo della cibaria, preparata dalle abili manine della Sig.ra MammadiRossella, che per quanto abili avevano ampiamente ecceduto nella salatura delle stesse.
Oh, la fame era fame e siccome la CocaCola non mancava non ci fecimo poi tanto caso e svuotammo il tavolo in tempo record.
La Sig.ra MammadiRossella mi prese da subito a simpatia e mi tenne accanto a se per gran parte della serata mettendo a dura prova contemporaneamente: il mio apparato uditivo, quello digestivo ed, ahimè indirettamente, anche quello riproduttivo.
Diventai in breve il suo assistente il che aveva i suoi indubbi vantaggi, infatti potendo mettere le mani in anteprima sui vassoi del cibo usufruivo di libero accesso alle porzioni ad angolo della pizza fatta in casa ed a quelle dalla parte del centro dell'anguria fresca.
Quando però a trequarti di serata mi accorsi che, non potendo essersi ristretti così repentinamente i pantaloni, ero aumentato di una taglia decisi di mollare Sig.ra MammadiRossella e ricompormi con i miei amici.
Ora, è scientificamente provato che la contemporanea somministrazione di pizza fatta in casa, coca cola e anguria, stimola l'organismo ad una produzione smodata di gas intestinali.
Praticamente mi sentivo come una bottiglia di Coca con una Mentos dentro e della cosa stavo informando i miei amici senza tanti giri di parole: 
"Oh, sto morendo, non lo tengo più, devo assolutamente rutt... "
Ecco, i tre puntini di sospensione stanno a rappresentare il contemporaneo, ed improvviso, arrivo della Sig.ra MammadiRossella che fa:
"Ragazzi, volete ancora un po' di anguria?"
Ed io, provando a ricacciare tutto dentro:
 
"No Signora, gr.rrrRROOOAAAARRRrrr*.zie"
Del resto della serata sono vaghi e confusi i ricordi.


(* suono onomatopeico di un erutto di magnitudo 2,5 della scala Richter)
 
Sottoscritto da helados alle 09:25 |commenti (18)

≈ Rievoc_Azioni ≈

Pensato, ma non troppo... mercoledì, 03 giugno 2009 in: memories, semiserio

[Mina - Fuliggine]

Ma li ricordate tutti i cartoni animati scemi di una volta?
Riguardandoli con gli occhi di adesso ci si accorge che un minimo di storia sotto tutte queste vicende c'era eccome, solo che ai tempi, i nostri infanti cervelli non erano così in grado di coglierne le sfumature.
E allora cos'era che ci faceva rimanere così incollati davanti ai catodici schermi?
Ripensate un attimo a Goldrake.
Ecco Goldrake è un tipico esempio di cartone animato scemo.
Soffermatevi un momento con attenzione alle battaglie tra i robot.
Adesso vi chiedo: come mai un robot che ha un'arma invincibile come le lame rotanti o i magli perforanti debba prima usare tutte quelle che non hanno nessun effetto, se non quello fare incazzare abbestia il nemico rischiando nel frattempo di farsi dallo stesso incenerire, e quella 'supercatzuta' soltanto alla fine?
Ma non potrebbe usare da subito quella invincibile e ciao?
E poi, ricordate il dolce Remì, bambino anglo/francese sfigato,le cui avventure strappalacrime ci hanno fatto stare male per l'intera infanzia, pervadendo le nostre piccole esistenze di un senso di angoscia metafisica che ci ha accompagnati fino ad oggi ?
Ecco,
Remì non era sfigato, no. Remì era la sfiga fatta persona.
Roba da incollarsi con l'attak le mani alle palle in via precauzionale.
Ci pensate no? Chiunque, umano o animale, orbitasse dalle sue parti o schiattava o cadeva in disgrazia.
Figlio mio, e che è ?? Ma un viaggetto a Lourdes o il cammino di Santiago no ?!
Che poi, riflettendoci, non è che Cenerentola a sfiga fosse messa tanto meglio.
E ditemi, come faceva Heidi a dormire nella soffitta su del fieno coperta solamente da un misero lenzuolino, con una camicina semilercia e con una finestra senza infissi in quel gelido chalet sulle Alpi svizzere?
Capisco che sia una situazione romantica, la soffitta con la finestrina tonda vistamonti e tutto il resto, ma vi pare normale che il Nonno se ne stia tranquillo a ronfare di sotto, col camino acceso, e questa povera disgraziata sia perennemente sottoposta ai capricci della natura?
Io, al posto suo, avrei avuto come minimo i reumatismi, una cronica infiammazione al nervo sciatico, i pidocchi, la scabbia ed anche un po' di giramento di coglioni tanto per gradire.
Lei no, continuava a svegliarsi straboccante di buonumore e allegria, smaniosa di correre nei prati assieme a cani, mucche e caprette.
Che poi, detto tra noi, a me le capre non hanno mai fatto ciao.
Al massimo un 'beeehhhhhh' a millemila decibel, una scrollatina di testa con scampanata, ma ciao proprio no.
Insomma, dai, son carine e son simpatiche, però ciao non lo fanno.
E di Holly & Benji ne vogliamo parlare?
Di quei contropiede che duravano tre puntate e 12.794(dodicimilasettecentonovantaquattro) km ?
Dei lanci del portiere che sfioravano la stratosfera?
Delle traiettorie improbabili di certi tiri che manco il BluTornado di Gardaland ?
E di quel numero infinito di anonimi giocatori, a volte anche a due/tre in contemporanea, che entravano in scivolata, tutti regolarmente saltati tra l'altro, contro Holly ogni volta che questi correva palla al piede ?
E della dentatura tra il castoro ed il tricheco dei gemelli Derrick?
E di Julian Ross, il calciatore con un budino al posto del cuore, malformazione che potenzialmente doveva farlo schiattare già al riscaldamento?
Ecco questo è stato più o meno il livello di ciò che ci ha intrattenuti durante la nostra adolescenza.
Poi si cresce ovviamente, i tempi cambiano, mutano i gusti, si trasformano le esigenze.
Ed alla mia età si finisce pure con l'avere un blog.
Un blog appunto.
Ad ogni modo lo confesso, ciò che più di tutto di quei cartoni ha condizionato la mia esistenza sino ai giorni d'oggi è stata la figura di Fujiko/Margot in Lupin III



Anche se sinceramente non riesco ancora a comprenderne i motivi.Giuro.
"Non sarà mica per lo sguardo?"
Sottoscritto da helados alle 18:28 |commenti (12)

¤ In_Fr(a)_azioni ¤

Pensato, ma non troppo... lunedì, 25 maggio 2009 in: memories, morale, provoc-azioni

"Se da bambino mi fossi scritto una storia,
la storia più bella che mi potessi immaginare,
l'avrei scritta come effettivamente mi sta accadendo."

Paolo Maldini


[Francesco De Gregori - La Leva Calcistica della classe'68]

Da piccolo, come la maggior parte di tutti noi piccoli di quei tempi, avevo un sogno: Diventare un calciatore.
Allora diventare calciatori voleva dire giocare da professionista, in una vera squadra, in un vero stadio, tra veri tifosi.
Nessun riferimento a contratti multimilionari, belle macchine, belle donne, bella vita.
Il massimo dell’ambizione e del lusso sarebbe stata una figurina sull'album Panini.
I primi calci cominciai a tirarli nel cortile a casa dei miei nonni.
Una striscia in mattoni di 2 metri per 20, un campo di bocce in pratica, delimitata da un lato da una cancellata, dall'altro dalla facciata delle abitazioni, le squadre erano promiscue e composte al momento tra cugini.
Crescendo ci trasferimmo di casa e di quartiere, con i nuovi amici giocavamo per strada, e quando dico per strada non lo dico così tanto per dire, giocavamo proprio in una strada infatti.
Le linee laterali erano costituite dai marciapiedi mentre quelle di fondocampo erano in corrispondenza con i margini di altre due strade che la incrociavano ortogonalmente; le porte, misurate a passi, delimitate da due grosse pietre, il fondo in asfalto ovviamente.
Al passaggio di una macchina si ci bloccava tutti nelle posizioni in cui eravamo, successivamente si riprendeva la sfida esattamente da dove la si era fermata al grido di "si gioca".
Anche qui le squadre si formavano al momento, secondo un tacito accordo erano i due più bravi a scegliere un giocatore a testa fino alla fine degli stessi.
Più eri bravo, prima venivi scelto; io ero un’ultima scelta, penultima se c’era Luca, uno dei pochi esempi viventi a supporto delle teorie di Sir Charles Robert Darwin.
Ai tempi esistevano tre tipi di pallone, il Super Tele, il più economico ma anche il meno adatto al gioco, la sua leggerezza ed elasticità infatti rendevano impossibile impostarne la traiettoria, risultante imprevedibile e contro ogni regola, conosciuta, della fisica.
Il secondo era il Super Santos, ottimo compromesso qualità/prezzo, più pesante e meno elastico rispetto al Super Tele ma pur sempre un pallone di media fattura.
Il terzo, e più ambito, era il San Siro successivamente divenuto Tango.
Il San Siro/Tango era ciò che in gomma più si avvicinava agli originali palloni in cuoio; a chi metteva a disposizione, per giocare, un SanSiro/Tango veniva universalmente riconosciuto il privilegio di salire anche di una/due chiamate nella scelta iniziale.
Da quel momento la mia paghetta settimanale fu destinata all’acquisto del suddetto, contestualmente smisi di andare a prendere Luca fin sotto casa. –una 'carogna', lo so!-
Oh, diciamocelo chiaramente, non sono mai stato un bravo giocatore almeno nella tecnica pura, ma il fatto di non aver mai lesinato impegno e grinta ha fatto sì che ancora oggi possa dilettarmi settimanalmente in un paio di partite.
Certo adesso ricopro il ruolo -raro- di portiere ed il massimo dei riconoscimenti è quando a fine gara ricevo una pacca sulla spalla o qualcuno della partita successiva mi chiede di unirmi a loro offrendosi di pagare la mia quota campo.
Però, senza eccessivi sacrifici di memoria, ho ancora a mente la gran parte delle partite giocate, la quasi totalità dei goal segnati, tutti i complimenti ricevuti.
Come quell’estate che, alla fine della seconda partita consecutiva giocata in spiaggia, Manuela, ragazza Romana del cui nome non sono certo ma della quale ricordo perfettamente le posteriori rotondità, mi disse entusiasta: “Ah Luì… hai giocato a ‘la grande!” (Un paio d’ore dopo svenni, per la fatica, collassando. n.d.b.)
Questo perché ancora oggi il calcio per me è come quel sogno da piccolo.
Quel sogno in cui avrei giocato in una vera squadra, in un vero stadio, tra veri tifosi.
Quello stesso sogno deve averlo avuto, a quei tempi, anche Paolo Maldini.
Quello stesso sogno per lui si è poi realizzato in: 7 scudetti, 5 SuperCoppa Italiana, 1 coppa Italia, 5 Champions League, 5 SuperCoppa Europea, 2 Coppe Intercontinentali, 1 Coppa del mondo per Club, tutto in 901+1 partite giocate esclusivamente nel Milan.
Quello stesso -mio- sogno è stato ieri infranto -ed infangato- dai, pochi ma onnipresenti, soliti idioti. (Vergognatevi Merde!)

[Grazie Capitano.
Scusa Paolo.]
Sottoscritto da helados alle 13:58 |commenti (29)